E se ci mettessimo in testa di cambiare il mondo?

"E' come la nostra grande occasione per poter riparare qualcosa che non è la bicicletta. Puoi riparare una persona."

E' il pensiero di tutti i bambini. Quando c'è qualcosa che non va, si butta.
Se non funziona, si cambia. E vai a spiegarlo, a un bambino, perché a volte non si può.
Che non si è potenti abbastanza, perché le cose che succedono nel mondo non sempre dipendono da noi.
Che le azioni e reazioni si tramutano in circoli viziosi e diventano realtà inaccettabili quanto inevitabili.
Il Mondo non si può cambiare.

Poi cresciamo, riduciamo le aspettative – se ancora ne abbiamo – e anziché voler cambiare il Mondo, ci accontenteremmo di cambiare quello che non funziona nella nostra Vita.
La beneamata bacchetta magica è forse uno dei nostri ultimi sogni infantili.

E alcune cose, anche molto importanti, della nostra vita – con impegno e sforzo – riusciamo pure a cambiarle.
Per altre, proviamo solo un triste senso di frustrazione e alziamo le mani.

Eppure, dovremmo essere diventati saggi abbastanza, o semplicemente consapevoli, del fatto che solo comprendendo dall'esterno il Sistema in cui viviamo e di cui facciamo parte può esistere la concreta speranza di trovare soluzioni efficaci.
Per noi, per gli altri, per realizzare desideri e mutamenti.
Uscire dal Sistema-Mondo per avere qualche possibilità di cambiare la Vita?
Sì, esattamente, come per magia.
Come nei pensieri onnipotenti dei bambini.
Dentro ad un Sistema non c'è soluzione di cambiamento.

Bisogna potersene distaccare, emergerne, guardare la situazione dall'esterno, utilizzare ogni forma di Pensiero Laterale – creativo, innovativo, controcorrente – per intravvedere una qualche possibile e concreta strada per il cambiamento.

E Trevor l'ha fatto.
Chi è Trevor? Un ragazzino di 11 anni, protagonista insieme a Kevin Spacey di un film intitolato "Un sogno per domani" (2000).
La sua storia familiare – e pure il finale del film purtroppo – è molto triste e violenta, eppure un giorno a scuola si ferma a riflettere su una domanda posta dall'insegnante.
"Che cosa vuole il mondo da voi? Voi potete cambiarlo? Iniziate a farlo oggi".
E' il compito di scienze di tutto l'anno: "ma è faticoso", "è barboso", "è complicato".

"Sì, ma è possibile."
Ecco.
Da quell'istante Trevor intuisce che può esistere un modo per cambiare in meglio quella realtà triste e violenta.
Ragiona, riflette, arriva a formulare una vera e propria teoria.
La disegna sulla lavagna: questo sono io - un piccolo cerchio – e queste sono tre persone a cui darò il mio aiuto.
Deve essere una cosa molto importante, qualcosa di difficile, ma, soprattutto, qualcosa che non possono fare da sole.
Queste tre persone fanno lo stesso per altre tre persone, e così via.
E il numero aumenta, molto in fretta.
Tipo cambiare il Mondo e renderlo un luogo perfetto, dice. Sì, e allora?
 

 

Così inizia un vero e proprio movimento: si chiama "Passa il Favore" e arriva ovunque.
Non è vero che il Mondo è tutto brutto.
Sono le persone che hanno troppa paura di pensare che le cose brutte possano essere diverse, che si possano cambiare.
Così "le persone si arrendono, e quando lo fanno poi ci perdono tutti."
Come a dire che andiamo a fondo tutti insieme, se non ci prendiamo per mano e iniziamo a fare una cosa.
Una qualsiasi piccola semplicissima cosa uno per l'altro.
Basta iniziare da un gesto, perché da lì poi il cerchio continua.
Diventa una forza inarrestabile, travolgente, come un potente ingranaggio che gira e non si riesce a fermare.
 
Finché non nascono quei sorrisi che non avremmo mai pensato di vedere.
Finché non ci commuoviamo, fermandoci cinque minuti a comprendere quanto sono belle le persone quando tornano ad avere fiducia.
Bisogna guardarle le persone, guardarle di più per capire di cosa hanno bisogno, per poterle proteggere. Perché non sempre sanno quello che a loro serve.

 

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Quanto sono belle le persone quando tornano ad avere #fiducia

#CambiareilMondo #YBC @franciungaro

 

"E' come la nostra grande occasione per poter riparare qualcosa che non è la bicicletta. Puoi riparare una persona."

 

 

Partendo dal sostegno reciproco, dall'aiuto gratuito tra le persone il Sistema-Mondo si può cambiare.
E' la Gratuità ciò che conta davvero, perché significa tornare a credere che abbiamo bisogno gli uni degli altri per essere completi.
Si costituisce una sorta di debito, la cui unica moneta di risarcimento, tuttavia, può essere solo la Gratitudine
Il valore della Reciprocità è talmente forte da poter fare a meno della bacchetta magica.
E non è soltanto un film.
Si può sempre fare qualcosa, e quel qualcosa può cambiare il mondo. E' utopico quanto possibile.
Eppure il mondo si aspetta qualcosa da noi, perché i protagonisti siamo noi.

 

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Il mondo si aspetta qualcosa da noi perché i protagonisti siamo noi

#CambiareilMondo #YBC @franciungaro



 

Francesca Ungaro

Webwriter e Content Manager. Formatrice e Consulente. Psicologa Clinica. Ho lavorato come Responsabile della Comunicazione Corporate e come Coach aziendale. Psicologia e scrittura sono le realtà che si intrecciano da sempre nella mia vita.

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