Quel paradosso facile dell'autenticità

Se manca si sente subito, come mancasse uno scintillio, un colore: è l'autenticità. 

 


Manca il singolo, distinto sapore, come fosse tutto sempre trito e ritrito. Già visto.
Magari al momento non sembra, ma a fermarsi un attimo si capisce: è venuta a perdersi in qualche modo quel profumo unico che ha una Persona.
La sua Autenticità.

Facile definirla, l'Autenticità, e difficilissimo comprenderne l'intera gamma di significati. È la verità da cui nasciamo, o meglio con cui nasciamo. Siamo noi. Ciascuno diversamente uno dall'altro prima e a prescindere dal minimo condizionamento, familiare o sociale che sia.

Qualsiasi sistema fatto di Persone, tuttavia, reagisce alle altre persone e agli stimoli ambientali: non è possibile non comportarsi, dunque non è possibile non comunicare (Paul Watzlawick, 1996).
Sono stimoli e sono reazioni personali con una causalità circolare: non esiste mai una vera e propria direzione causa-effetto, ma una costante e continua interazione.
Stiamo parlando di esseri umani, ma lo stesso accade per un’organizzazione, per una piccola medie impresa o per un brand multinazionale.
Là dove ci sono Persone si parla sempre di Autenticità.

La domanda importante da porsi oggi, nel nostro beneamato mondo digitale che non si ferma un istante, è un’altra: perché è così facile perderla, la nostra Autenticità.
 

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Perché è così difficile diventare quello che siamo? 

#YBC @franciungaro


Per semplificare, basta tornare all’etimologia latina della parola “Educare”: trarre fuori dalla Persona, condurre la Persona.
Nella norma o fuori norma, si intende, ma proviamo a dimenticarci del concetto di Normale – dal latino “Normalis”, perpendicolare, retto –, che è così tanto distorto che è ormai diventato sinonimo di sano e giusto.
Se non avessimo, crescendo e interagendo come persone, aziende, brand, un bivio di fronte cui scegliere solo due strade sarebbe più facile capire come si perde facilmente quel guizzo di sapore, quel significato profondo che ha il concetto di Autenticità.

Così succede che ci ritroviamo a stupirci. Di noi stessi o del nostro stesso lavoro.
Banale? Tutt’altro.
Evidentemente quella serie di interazioni Persona-Ambiente ha condizionato a sufficienza quello che siamo per portarci a non credere più. Prima di tutto in noi stessi e nel nostro valore.
Ecco il Paradosso: “siamo come ci vediamo noi o siamo come ci vedono gli altri”.

Indubbiamente, siamo come ci sentiamo dentro. Eppure non possiamo assolutamente trascendere l’opinione che ci viene riflessa, perché – per lo meno – è il risultato del nostro lavoro.
Insomma, a non riconoscerla l’Autenticità, finiamo per continuare a girarci intorno.

 

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A non riconoscerla l’Autenticità, finiamo per continuare a girarci intorno.

#YBC @franciungaro 

 

Mettiamoci un punto e ricominciamo tutto da capo.
Studiando la Comunicazione che avviene sui Social Network da un punto di vista psicologico capiamo in fretta perché è così facile cadere nel Paradosso.
Norma ed Eccezione della norma non sono le uniche strade per svilupparsi, crescere e innovare. Esistono infinite sfumature, una per ciascuno di noi. Ed è solo grazie a quella precisa e distinta sfumatura che l’Umanità si è evoluta anziché arrotolarsi su di sé.

Se nel Marketing Digitale creare Innovazione diventa la norma, si perde il carattere stesso di Innovazione.

 

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Se nel #DigitalMarketing creare Innovazione diventa la norma, si perde il carattere stesso di Innovazione.

#YBC @franciungaro



Si Dà senza Essere.
Erano i primi anni Sessanta, con precisione il 1963, che Erich Fromm scriveva l’“Arte di Amare” e successivamente a New York nel ’76 “Avere o Essere”, descrivendo pure qualità dell’essere umano, incentrato sempre e comunque sul carattere del vivere senza confini – come l’Eccezione alla Norma - che può (e non necessariamente sempre deve) portare all’Innovazione - o la preminenza, invece, del riconoscere quello che si è, senza cadere nel binomio giusto-sbagliato.

Equivale a dire che se va di moda qualcosa quella è la Norma.
C’è una continua frenesia di essere i primi e, al tempo stesso, di conformarsi col tangibile risultato che la Spontaneità sparisce.



Nella prossima puntata osserveremo insieme esempi ed esercizi per non cadere così facilmente in tutto questo e conservare l’Unicità.


 

 

Francesca Ungaro

Webwriter e Content Manager. Formatrice e Consulente. Psicologa Clinica. Ho lavorato come Responsabile della Comunicazione Corporate e come Coach aziendale. Psicologia e scrittura sono le realtà che si intrecciano da sempre nella mia vita.

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